Ultima modifica: 14 Settembre 2017

Circ. 12 Trasmissione atto di indirizzo al Collegio dei Docenti per la predisposizione dell’adeguamento del PTOF triennale all’anno scolastico in corso.

Trasmissione atto di indirizzo al Collegio dei Docenti

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Prot. 5935

CIRCOLARE  N. 12

Palermo, 12/09/2017

 

 

A tutti i Docenti

Agli Alunni e per loro tramite ai loro Genitori

E p.c.

Al    D.S.G.A

All’Albo Istituzionale

Al Sito Istituzionale

Oggetto: Trasmissione atto di indirizzo al Collegio dei Docenti per la predisposizione    

                dell’adeguamento del PTOF triennale all’anno scolastico in corso

Facendo seguito alla seduta del Collegio dei Docenti dell’undici Settembre u.s. con la

presente si trasmette quanto in oggetto.

 

 

*F.to Il Dirigente Scolastico

                                                                                                         Prof.ssa Anna Maria Pioppo

*Firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi dell’Art.3, comma 2 del D. lgs.n. 39/1993.

 

 

 

A tutti i Docenti

Agli Alunni e per loro tramite alle loro famiglie

All’Albo Istituzionale

Al Sito Istituzionale

 

ATTO D’INDIRIZZO AL COLLEGIO DEI DOCENTI

PER LA PREDISPOSIZIONE DELL’ADEGUAMENTO DEL PTOF TRIENNALE ALL’ANNO SCOLASTICO IN CORSO

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

VISTI

− il D.P.R. n.297/94 ;

− il D.P.R. n. 275/99;

− il D.P.R. 20 MARZO 2009, N.89, recante Revisione dell’ assetto ordinamentale, organizzativo

e didattico della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione ai sensi dell’ art. 64,

comma 4, del Decreto Legge 25 GIUGNO 2008 N. 112, convertito, con modificazioni, dalla

Legge 4 AGOSTO 2009, N. 133;

− gli artt. 26 27 28 – 29 del CCNL Comparto Scuola ;

− l’art. 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 commi 1.2.3;

− la Legge n. 107/2015;

–  l’atto di indirizzo emanato dal D.S precedente di cui al Prot. n.8654/A47/e del 16/12/2015 e che qui si richiama integralmente;

– il PTOF  di questa Istituzione Scolastica per gli anni scolastici 2016-2017 / 2018-2019;

– il provvedimento del Direttore Regionale USR Sicilia, prot. n. 22615 del 11-08-2017 di determinazione degli obiettivi regionali da inserire nei provvedimenti di incarico dei Dirigenti scolastici dal 01/09/2017;

– Viste le attività educativo-didattiche previste nell’ambito del PON FSE 10862 – FSE – Inclusione sociale e lotta al disagio;

TENUTO CONTO

− delle disposizioni in merito all’attuazione degli Indirizzi Nazionali per il Curricolo (art.1, c.4 DPR 20.03.2009 n.89, secondo i criteri indicati dal DM  254 del  16.11.2012);

− delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012;

-del RAV rivisto dal Collegio Docenti in data 30 Giugno 2017;

–  degli interventi educativo – didattici e delle linee d’indirizzo fornite dal   Consiglio d’Istituto nei precedenti anni scolastici;

PREMESSO

– che la formulazione della presente direttiva è compito attribuito al Dirigente Scolastico dalla Legge n.107/2015;

– che l’obiettivo del documento è fornire una chiara indicazione sulle modalità di elaborazione, i contenuti indispensabili, gli obiettivi strategici, le priorità, gli elementi caratterizzanti l’identità dell’istituzione, che devono trovare adeguata esplicitazione nell’adeguamento del  Piano Triennale dell’Offerta Formativa, e sugli adempimenti che il corpo docente è chiamato a svolgere in base alla normativa vigente;

– che le competenze del Collegio dei Docenti, risultanti dal combinato disposto dell’art. 7 del T.U. 297/74, di successivi provvedimenti normativi e delle disposizioni del CCNL si riferiscono all’/allo/alla:

 

  • elaborazione del Piano dell’offerta formativa ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 08.03.1999, n. 275 e della Legge di Riforma n. 107/2015 che introduce il PTOF (triennale) elaborato dal Collegio sulla base delle linee di indirizzo fornite dal Dirigente Scolastico;
  • adeguamento dei programmi d’insegnamento alle particolari esigenze del territorio e del coordinamento disciplinare (art. 7 comma 2 lett. a U. 297/94)
  • adozione delle iniziative per il sostegno di alunni diversamente abili e di figli di lavoratori stranieri(art. 7 comma 2 lett. m e n T.U.)
  • adozione di iniziative secondo quanto indicato da Linee Guida sull’integrazione degli alunni con disabilità 2009, Legge n.170/2010, Direttiva MIUR del 27.12.2012 sui B.E.S., Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri 2014);
  • studio delle soluzioni dei casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe e sentiti, eventualmente, gli esperti (art. 7 comma 2 lett. o T.U.);
  • identificazione e attribuzione di funzioni strumentali al P.T.O.F. (art. 28 del CCNL 26.05.1999 e art. 37 del CCNI 31.08.1999), con la definizione dei criteri d’accesso, della durata, delle competenze richieste, dei parametri e delle cadenze temporali per la valutazione dei risultati attesi;
  • delibera, nel quadro delle compatibilità con il P.O.F. e delle disponibilità finanziarie, sulle attività aggiuntive di insegnamento e sulle attività funzionali all’insegnamento;

ATTESO

che i docenti di questa Istituzione Scolastica sono stati già impegnati negli scorsi anni nella realizzazione delle Indicazioni Nazionali per il I Ciclo, attraverso la realizzazione di un curricolo verticale finalizzato a far maturare negli alunni le competenze prescritte dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, oltre che dal MIUR attraverso i dettami posti dalle Indicazioni nazionali;

AL FINE di offrire suggerimenti che possano nei fatti trasmutarsi in azioni educativo -didattiche coerenti con l’esercizio dell’autonomia riconosciuta ad ogni Istituzione scolastica, funzionale alla garanzia del successo formativo di tutti gli alunni e di ciascuno, quale diritto costituzionalmente garantito, cui deve orientarsi e del quale deve sostanziarsi la libertà di insegnamento riconosciuta costituzionalmente ad ogni docente nell’esercizio dei suoi doveri professionali.

 

EMANA

il seguente atto di indirizzo, rivolto al Collegio dei Docenti, orientativo della pianificazione annuale dell’Offerta Formativa Triennale, per il corrente anno scolastico.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è da intendersi quale documento con cui l’istituzione definisce la propria identità, attraverso un’attenta strutturazione del curricolo, delle  attività didattiche, di logistica organizzativa, di impostazione metodologico – didattica, di utilizzo, promozione e valorizzazione delle risorse umane, con cui la scuola intende perseguire gli obiettivi dichiarati nell’esercizio di funzioni che sono comuni a tutte le istituzioni scolastiche in quanto tali, ma al contempo la caratterizzano e la distinguono.

Il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’istituto, l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale ed il benessere organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo votato al miglioramento continuo di tutti i processi di cui si compone l’attività della scuola non possono darsi solo per effetto delle azioni poste in essere dalla dirigenza, ma chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va oltre l’esecuzione di compiti ordinari, ancorché fondamentali, e sa fare la differenza; essi sono elementi indispensabili all’implementazione di un Piano che superi la dimensione del mero adempimento burocratico e ne faccia reale strumento di lavoro, in grado di canalizzare l’uso e la valorizzazione delle risorse umane e strutturali, di dare un senso ed una direzione chiara all’attività dei singoli e dell’istituzione nel suo complesso. Nell’esercizio della sua discrezionalità tecnica, pertanto, il Collegio Docenti è chiamato ad elaborare il Piano per il triennio che decorre dall’anno scolastico 2016-2017. Ai fini dell’elaborazione del documento, il Dirigente Scolastico muovendo dai dati emersi dal RAV,  individua, quali prioritari, nell’ottica della realizzazione del piano di miglioramento,  i seguenti  obiettivi formativi, tra quelli elencati dal comma 7 della legge 107 del 13 luglio2015:

  • potenziamento delle   competenze   matematico-logiche e scientifiche, anche al fine del miglioramento delle performance relative alle prove INVALI;
  • valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonché alla lingua  inglese e ad altre lingue  dell’Unione  europea;
  • sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica    attraverso    la    valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra  le  culture,  il  sostegno  dell’assunzione  di  responsabilità nonché della solidarietà e della  cura  dei  beni  comuni  e  della consapevolezza  dei  diritti  e  dei  doveri;
  • sviluppo di   comportamenti   responsabili   ispirati   alla conoscenza  e  al  rispetto  della  legalità,  della  sostenibilità ambientale, dei beni paesaggistici, del patrimonio e delle  attività culturali;
  • sviluppo delle  competenze  digitali  degli  studenti,   con particolare riguardo al pensiero computazionale, all’utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla  produzione e ai legami con il mondo del lavoro;
  • potenziamento delle  metodologie   laboratoriali   e   delle attività di laboratorio;
  • prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma  di  discriminazione  e  del   bullismo,  anche   informatico;
  • potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto  allo  studio degli alunni  con  bisogni  educativi  speciali  attraverso  percorsi individualizzati  e  personalizzati  anche  con  il  supporto  e   la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e delle associazioni di  settore  e  l’applicazione  delle  linee  di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni  adottati, emanate  dal  Ministero  dell’istruzione,  dell’università  e  della ricerca il 18 dicembre 2014;
  • valorizzazione della scuola  intesa  come  comunità  attiva, aperta  al  territorio  e  in  grado  di   sviluppare   e   aumentare l’interazione con le famiglie e con la comunità  locale, comprese  le organizzazioni del terzo settore e le imprese;
  • valorizzazione di  percorsi  formativi  individualizzati  e coinvolgimento degli alunni e degli studenti;
  • definizione di un sistema di orientamento rivolto agli alunni della Scuola Sec. di I Grado, per il potenziamento della consapevolezza relativa al loro Sé psico-fisico

VEDASI RAV: Priorità e Traguardi
                           Esiti degli Studenti – Risultati scolastici

 

 

PRIORITA’ TRAGUARDO
Innalzamento del voto finale

relativo all’esame conclusivo

del I ciclo.

 

Adeguamento della media dei

risultati in uscita all’esame

conclusivo del I ciclo al dato

nazionale.

 

VEDASI RAV: Priorità e Traguardi
           Esiti degli Studenti – Risultati nelle prove standardizzate nazionali

 

PRIORITA’ TRAGUARDO
Omogeneizzazione dei

risultati

nelle diverse sezioni

Adeguamento ai dati nazionali

relativamente

all’omogeneizzazione dei

risultati nelle diverse sezioni

 

VEDASI RAV: Priorità e Traguardi
Competenze chiave europee

Sviluppo globale delle

competenze chiave, in

particolare comunicazione

nelle lingue straniere e

competenze digitali

 

Sviluppo delle competenze

sociali e civiche

Innalzamento e

omogeneizzazione in uscita

degli esiti riferiti ai livelli di

competenze.

 

 

Innalzamento globale degli

esiti riferiti ai voti di

comportamento

 

VEDASI RAV: Priorità e Traguardi

Risultati a distanza

 

Sviluppare il livello globale di

maturità degli alunni al fine di

una scelta consapevole per

l’individuazione dell’indirizzo

formativo successivo.

Sviluppare strumenti di

misurazione degli esiti degli

allievi che proseguono nella

Scuola Secondaria di Secondo

Grado.

 

VEDASI GLI OBIETTIVI REGIONALI di cui al provvedimento del Direttore Regionale USR Sicilia, prot. n. 22615 del 11-08-2017

OBIETTIVO REGIONALE 1

Ridurre il fenomeno della varianza fra classi della medesima Istituzione scolastica, negli esiti degli apprendimenti rilevati nelle prove standardizzate nazionali di ITALIANO e MATEMATICA.

INDICATORE

 Per la generalità degli studenti: miglioramento dell’indice di varianza a livello di Istituzione scolastica rispetto all’anno precedente (rilevazione del trend su base annuale) e al termine del triennio di incarico del Dirigente, sulla base dei dati presenti nel Rapporto di Autovalutazione.
 OBIETTIVO REGIONALE 2

Ridurre il tasso di dispersione scolastica (evasione, abbandono, bocciature e frequenza irregolare) per tutte le Istituzioni, con particolare riferimento a quelle situate in aree a rischio.

INDICATORE

Per la generalità degli studenti, si fa riferimento all’indice globale di dispersione scolastica, che è calcolato rapportando la sommatoria dei valori relativi alle variabili di seguito indicate al numero complessivo delle iscrizioni, tenendo conto dei dati rilevati dall’Osservatorio regionale per la dispersione scolastica.

Le variabili tenute in considerazione sono:

EVASIONE (alunni iscritti che, pur essendo in obbligo, non hanno mai frequentato);

ABBANDONO (alunni che hanno frequentato ma che, nel corso dell’anno, hanno abbandonato la scuola);

NON AMMISSIONI ALLA CLASSE SUCCESSIVA

a) per il profitto inadeguato;

b) alunni, che a causa delle assenze, non hanno avuto convalidato l’anno scolastico, ai sensi dell’art. 11, comma 1, della L.59/2006;

c) alunni della scuola secondaria di secondo grado con giudizio sospeso.

 

PROSCIOLTI (alunni che pur avendo compiuto l’età-limite non hanno conseguito il titolo previsto).

 

 

È necessario, pertanto, relativamente all’organizzazione della didattica

a)

  • rafforzare i processi di costruzione del curricolo d’istituto verticale e caratterizzante l’identità dell’istituto;
  • strutturare i processi di insegnamento-apprendimento in modo che essi rispondano esattamente alle Indicazioni Nazionali ed ai Profili di competenza, tenendo presente che con essi il MIUR esplicita i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), dunque non il punto di arrivo per gli studenti migliori, bensì i livelli che obbligatoriamente devono essere conseguiti da ciascuno studente nell’esercizio del diritto-dovere all’istruzione.

Da ciò deriva la necessità di:

− migliorare i processi di pianificazione, sviluppo,verifica e valutazione dei percorsi di studio

(curricolo del singolo studente, curricolo per classi parallele, curricolo verticale, curricolo interdisciplinare);

− monitorare ed intervenire tempestivamente sugli alunni a rischio (a partire da una segnalazione precoce di casi potenziali DSA/ BES/ dispersione);

−controllare la dispersione occulta e “differita”

-L’ottimizzazione dell’organico dell’autonomia per la realizzazione di interventi curriculari volti al potenziamento  della competenza di lettura quale competenza trasversale ad ogni apprendimento e, anche relativamente agli apprendimenti rilevati attraverso le prove standardizzate nazionali;

− implementare la verifica dei risultati a distanza come strumento di revisione, correzione,

miglioramento dell’offerta formativa e del curricolo;

b)

VEDASI RAV: OBIETTIVI DI PROCESSO-

                                            Curricolo, progettazione e valutazione

                        

Definizione dei livelli delle competenze

chiave “imparare ad imparare” e “

competenze civiche e sociali” declinati

per tutto il curricolo

Progettazione di percorsi didattici per lo

sviluppo delle competenze sopra indicate

con adeguati strumenti condivisi per la

misurazione a vari livelli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VEDASI RAV: OBIETTIVI DI PROCESSO-

Ambiente di apprendimento

 

Adeguamento degli ambienti di

apprendimento ai percorsi didattici

progettati per l’acquisizione di specifiche

competenze-chiave.

 

 

 

  • superare la dimensione trasmissiva dell’insegnamento e modificare l’impianto metodologico in modo da contribuire fattivamente, mediante l’azione didattica, allo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza europea, che sono riconducibili a specifici ambiti disciplinari (comunicazione in lingua madre, comunicazione in lingue straniere, competenze logico-matematiche, competenze digitali) ed a dimensioni trasversali (imparare ad imparare, consapevolezza culturale, competenze sociali e civiche);
  • realizzare situazioni di apprendimento significative e motivanti per l’alunno;
  • operare per la reale personalizzazione dei curricula, sia in termini di supporto agli alunni in difficoltà sia nelle direzioni dello sviluppo delle potenzialità, delle attitudini e della valorizzazione delle eccellenze;
  • generalizzare l’uso delle tecnologie digitali tra il personale e migliorarne la competenza;
  • migliorare quantità e qualità delle dotazioni tecnologiche;
  • migliorare l’ambiente di apprendimento (dotazioni, logistica);

 

È necessario, pertanto, relativamente all’organizzazione della scuola

 

  • integrare funzionalmente le attività, i compiti e le competenze dei diversi organi collegiali;
  • potenziare ed integrare il ruolo dei Dipartimenti/ Gruppi di lavoro per Ambiti e delle Funzioni Strumentali al PTOF;
  • migliorare il sistema di comunicazione, la socializzazione e la condivisione tra il personale, gli alunni e le famiglie in merito agli obiettivi perseguiti, le modalità di gestione, i risultati conseguiti;
  • promuovere la condivisione delle regole di convivenza e di esercizio dei rispettivi ruoli all’interno dell’istituzione;
  • sostenere formazione ed autoaggiornamento per la diffusione dell’innovazione metodologico- didattica;
  • implementare i processi di dematerializzazione e trasparenza amministrativa;
  • accrescere la quantità e la qualità delle forme di collaborazione con il territorio: reti, accordi e progetti;
  • operare per il miglioramento del clima relazionale e del benessere organizzativo.

 

Interventi organizzativi.

  • Articolazione delle attività didattiche per gruppi di alunni, anche a classi aperte e secondo un’impostazione interdisciplinare;
  • Attuazione di interventi extracurricolari, anche finanziati con Fondi Sociali Europei, finalizzati all’inclusione/differenziazione, attraverso l’attuazione di strategie volte all’innalzamento negli alunni della motivazione allo studio ( attività teatrali- musicali- sportive);
  • Attuazione di percorsi volti a promuovere in ogni alunno l’orientamento psico – emotivo del proprio Sé;
  • Attuazione di interventi per sviluppare e migliorare le competenze digitali di alunni e degli stessi Docenti, attraverso il Piano Nazionale per la Scuola Digitale;
  • Realizzazione di interventi volti all’accrescimento della identità culturale degli alunni in una prospettiva sempre più allargata e globalizzata, mediante la promozione del patrimonio storico, artistico, culturale, della sua conoscenza e l’impegno per la sua valorizzazione coniugate ad una dimensione irrinunciabile di apertura alle dimensioni europea e globale;
  • Attuazione dei principi di opportunità, parità dei sessi, lotta alla violenza di genere e alle discriminazioni.

 

 Il Piano dovrà pertanto includere:

 

− l’ offerta formativa diversificata per aree rispondenti a quanto sopra esposto in merito agli obiettivi che questa Istituzione Scolastica intende raggiungere;,

− il curricolo verticale caratterizzante;

− le attività progettuali curriculari ed extracurriculari;

− i regolamenti;

− attività formative obbligatorie per il personale docente ed ATA

–  descrizione dei rapporti con il territorio.

 

Il Piano dovrà inoltre includere ed esplicitare:

– gli indirizzi del DS e le priorità del RAV

– il fabbisogno di strutture, infrastrutture, attrezzature materiali

– il piano di miglioramento (riferito al RAV)

– la rendicontazione sociale e la pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti.

 

Modalità per il raggiungimento delle priorità

 

  • Migliorare i criteri per la formazione delle classi a garanzia di un’effettiva equi- eterogeneità e per un effettivo innalzamento dei livelli di competenza.
  • Curare la progettazione degli interventi in ambito verticale e interdisciplinare contribuendo a migliorare gli ambienti di apprendimento, promuovendone l’aspetto laboratoriale, costruttivo e cooperativo.
  • Rivedere il processo della valutazione degli apprendimenti degli alunni includendo la possibilità di condurre questi ultimi all’auto-valutazione dei propri processi di crescita e di apprendimento, favorendo l’attitudine alla meta-cognizione e alla meta-comunicazione.
  • Incrementare la conoscenza di sé (cittadinanza attiva) che, per quanto destinata ad accrescersi in itinere, contribuisce a dare all’alunno padronanza dei propri limiti e delle proprie potenzialità, rappresentando condizione di base per l’innalzamento della motivazione allo studio e all’accettazione delle sue sfide.
  • Realizzare percorsi finalizzati alla conoscenza di sé e delle proprie attitudini per avere una ricaduta positiva nel percorso scolastico degli alunni che sceglierebbero con una maggiore consapevolezza il proprio percorso di studio.

 

Il Collegio Docenti è tenuto ad una attenta analisi del presente atto di indirizzo, in modo da

assumere deliberazioni che favoriscano la correttezza, l’efficacia, l’efficienza, l’imparzialità e

trasparenza richiesta alle pubbliche amministrazioni.

Poiché il presente atto d’indirizzo, introdotto da una normativa recente, si colloca in un momento

di grandi cambiamenti normativi, si avvisa sin d’ora che potrà essere oggetto di revisione, modifica o integrazione.

Consapevole dell’impegno che i nuovi adempimenti comportano per il Collegio Docenti e dello zelo con cui il personale docente assolve normalmente ai propri doveri, il Dirigente Scolastico ringrazia per la competente e fattiva collaborazione ed auspica che con entusiasmo si possa lavorare insieme per il miglioramento di questa Istituzione Scolastica..

 

*F.to Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Anna Maria Pioppo

 

* Firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi dell’Art.3, comma 2 del D. lgs.n. 39/1993.

 

circolare n. 12 trasmissione atto di indirizzo
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